Dal 20 al 22 luglio 2001 si svolse a Genova il famigerato vertice degli 8 maggiori paesi industrializzati. In quelle drammatiche giornate ebbero luogo violenti scontri tra no-global e pacifisti e le forze dell’ordine intervenute in massa nel capoluogo ligure. Delle brutalità che si perpetrarono in quei giorni a Genova sono stati versati fiumi di inchiostro e realizzati film verità com quello di Franco Fracassi che trovato linkato qui sotto. Negli anni successivi seguirono le condanne, i procedimenti penali contro coloro che avevano diretto ed eseguito quei massacri. Molto fu archiviato. Il 7 aprile 2015 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato all’unanimità che durante l’irruzione alla scuola Diaz fu violato l’articolo 3 della Convenzione sul “divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti“. Il 6 aprile 2017, di fronte alla stessa Corte, l’Italia ha raggiunto una risoluzione amichevole con sei dei sessantacinque ricorrenti per gli atti di tortura subiti presso la caserma di Bolzaneto, ammettendo la propria responsabilità.
Nel luglio 2001 avevo 26 anni e mi trovavo all’estero per uno stage. Il tessitore (*) ha deciso che non avrei dovuto trovarmi nella mia città in quei giorni. E così non ho partecipato a quegli eventi ma ne sono stata solo testimone a distanza, osservandoli nei film, leggendoli negli articoli dei giornali e ascoltandoli nei racconti degli amici. Ne ho compreso la portata e i risvolti più oscuri soltanto dopo molti anni.