Nulla accade per caso.
Quando ho aperto questo blog, ho trovato sulla piattaforma WordPress la possibilità di scegliere il font di scrittura dei blog e ho scelto Ubuntu, questo nome strano che non avevo mai visto prima. Mai avrei immaginato che in poche settimane questo nome si sarebbe arricchito di un enorme significato.
Ma andiamo con ordine e vediamo l’etimologia: Ubuntu* in dialetto nguni-bantu significa “umanità verso gli altri”. Si riferisce ad una filosofia sudafricana che teorizza un legame universale di scambio che unisce l’intera umanità.
Per gli esperti informatici Ubuntu è anche il nome del sistema operativo nato nel 2004 prevalentemente composto da software libero Debian GNU/Linux distribuito gratuitamente con rilasci semestrali mantenuti dall’azienda britannica Canonical ltd fondata dall’imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth* .
Ma Ubuntu è anche il movimento politico-sociale fondato da Michael Tellinger. Questo autore e ricercatore sudafricano ha investigato siti archeologici presenti nel continente africano trovando quelle che lui ha interpretato come le tracce di una civiltà antichissima che disponeva di sofisticate tecnologie per l’accesso a fonti inesauribili di energia in completa armonia con il pianeta.
Le teorie di Tellinger partendo da ipotesi molto vicine a quelle di Zacharia Sitchin, arrivano alla teorizzazione di un mondo di pace, di condivisione, di superamento dei vincoli imposti dall’ attuale sistema, un mondo che attraverso l’approccio contribuzionista potrà garantire abbondanza di risorse per tutti i membri delle comunità. Su queste idee Tellinger ha fondato il movimento Ubuntu Party che si è presentato per due volte alle elezioni in Sud Africa.
Le affascinanti teorie di Tellinger possono apparire utopistiche soprattutto se messe a confronto con le violenze estremiste e le brutalità su cui ogni giorno i media orientano in modo manipolatorio la nostra attenzione (per farci vivere in un costante stato di ansia e paura).
Mentre cercavo dentro di me una risposta a questo dilemma, la risposta mi ė magicamente arrivata da Bruce Lipton nella sua condivisione della teoria dello psicologo, autore ed educatore Robin Grille secondo cui la violenza è un disordine cerebrale prevenibile. Possiamo pensare ad un mondo senza guerre, un mondo di giustizia sociale e di sostenibilità ecologica. Noi abbiamo il potere di cambiare il mondo in cui viviamo indirizzando i nostri sistemi di credenze. Questa logica può essere applicata alle nostre più radicate convinzioni, come quelle secondo cui la violenza è connaturata nell’uomo. Il comportamento umano è in realtà un prodotto del nostro ambiente e dei condizionamenti e non è dettato dai geni. I metodi educativi sui bambini hanno pertanto effetti sullo sviluppo del cervello.
Metodi rigidi, punitivi e distaccati insieme allo stress cronico causano il rilascio nel cervello della neurotossina nota come cortisolo. Il cortisolo distrugge le cellule nel cervello connesse alla regolazione emotiva e al controllo degli impulsi causando l’atrofia dei lobi prefrontali.
Al contrario approcci amorevoli, di sostegno ed un ambiente sicuro favoriscono la produzione nel cervello di ossitocina che sviluppa questi centri e stimola le capacità empatiche che rappresentano il fondamento neurologico per la pace.
La conclusione è che la “violenza è una disfunzione cerebrale prevenibile“. Nel suo discorso a TEDX Pittwater , Grille esplora le radici culturali della violenza nella storia proponendo un piano in sette passi per riscrivere questo codice e creare un mondo pacifico abitato da esseri umani che vivono in armonia tra di loro e con il pianeta.
Come sostiene anche Bruce Lipton, ogni individuo che cambia la propria storia, cambia l’ambiente vibrazionale in cui tutti viviamo. Anche il dottor Madan Kataria dice ” quando tu ridi cambi, quando tu cambi, cambia il mondo intorno a te” (tra l’altro lo Yoga della Risata scoperto e diffuso dal dottor Kataria è una delle pratiche che favorisce la riduzione del cortisolo e la produzione di endorfine – Joy Cocktail). Viviamo in un’epoca in cui scienza e spiritualità si incontrano per dare al genere umano gli strumenti per cambiare il nostro modo di interagire con il mondo e di creare una realtà migliore.
Ė giunto il tempo della condivisione e della consapevolezza!
